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Omega-3 e minor spesa economica UE
01 giugno 2016
I dati dell’indagine sono stati presentati durante Vitafood Europe 2016 (10-12 maggio a Ginevra) da Patrick Coppens, direttore affari regolatori e scientifici di Food Supplements Europe (FSE) e riportati sul sito Nutra ingredients. 
Coppens ha sottolineato che questa analisi economica è stata la prima del suo genere in Europa ad occuparsi di questo tema e ha rappresentato un cambiamento di tendenza nel modo di presentare gli argomenti relativi all'integrazione nutrizionale. 
“Per sostenere il ruolo delle sostanze nutritive e degli integratori – ha affermato Coppens – vi è moltissima letteratura e innumerevoli ricerche scientifiche, ma la scienza da sola non è sufficiente, serve un collegamento a livello economico”.
 
Un concreto supporto scientifico
L’analisi si basa su 18 studi clinici controllati, randomizzati.
I benefici degli acidi grassi omega-3 sulle patologie cardiache sono ben documentati. Gli omega 3 a catena lunga (EPA e DHA) hanno ottenuto dall’UE numerosi claims sulla salute per il mantenimento dei normali livelli di trigliceridi nel sangue, della pressione sanguigna, della funzionalità cardiaca, oltre a quelli relativi alla funzione cerebrale.
 
Per circa il 24% della popolazione anziana dell'UE si prevede, nel corso dei prossimi cinque anni, un ricovero ospedaliero a causa di patologie cardiovascolari (CVD), con una previsione totale di 38,4 milioni di tali eventi. In questo periodo di cinque anni i costi complessivi stimati sarebbero enormi.. La ricerca commissionata da FSE ha sostenuto, infine, che l’integrazione con omega-3 potrebbe essere di grande aiuto per attenuare questo onere finanziario.

Circa il 20% degli europei di età superiore ai 55 anni assume omega-3. I dati hanno evidenziato che i ricoveri ospedalieri per patologie cardiovascolari in Europa potrebbero essere ridotti del 4,9% se tutti i soggetti over 55 anni assumessero ogni giorno una dose di 1 g di omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico).
 
La riduzione del 4,9% sopra citata corrisponde a 1,5 milioni in meno di eventi ospedalieri in tutta l'UE tra il 2016 e il 2020. Il risparmio totale in cinque anni sarebbe di 64,5 miliardi di euro. 

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